Max Ernst .. le mutevoli forme

“Non sapersi orientare in una città non vuol dire molto. Ma smarrirsi in essa come ci si smarrisce in una foresta, è una cosa tutta da imparare” – Benjamin

Pittore e scultore tedesco nato a Brühl, Colonia, 1891. Esponente di rilievo del movimento surrealista, di quest’arte Max Ernst è uno dei maestri nell’avanguardia novecentesca.
Importante è il suo incontro con alcuni esponenti del Surrealismo, come André Breton e Paul Eluard, instancabile sperimentatore. “Uomo delle possibilità infinite” come lo definisce Breton, non c’è tecnica e motivo che non abbia esplorato nella sua lunga e straordinaria carriera artistica.
Produce sculture (Capricorne, 1948), realizza composizioni e paesaggi fantastici;  ispirato da un suggestivo viaggio in Oriente, elabora una nuova tecnica pittorica, il frottage. Vince il primo premio per la pittura della Biennale di Venezia, nel 1954. Produce un mondo di immagini mutevoli, riflesso della sua ansia per la degenerazione della civiltà moderna, dove la forma assume metamorfosi fantastiche, l’uso stesso del colore diviene lo strumento per dare vita alle forme mutevoli. Nel 1939 viene internato in un campo di concentramento. Nel 1941 raggiunge gli Stati Uniti e vi resta fino al 1949, mantenendo contatti con i surrealisti qui rifugiati dipingendo opere come Europe after the rain II (1940-42) e realizzando, nella sua casa di Sedona in Arizona, una delle sue sculture più significative: il gruppo monumentale Capricorne (1948; esemplare in bronzo, dal 1964, Parigi, Centre Pompidou).
Negli Stati Uniti si sposa per ben due volte: la prima con Peggy Guggenheim, nel 1941, la seconda con Dorothea Tanning, cinque anni più tardi. Rientrato in Europa, soggiorna prima a Parigi e poi a Huismes, in Turenna di nuovo a Parigi.
Uno dei suoi ultimi lavori è un omaggio alle scoperte ed ai misteri intravisti nella stagione del surrealismo: “Maximiliana ou l’exercise illegal de l’astronomie”, un libro interamente composto di segni astratti che simulano linee di scrittura e sequenze di immagini.

Negli ultimi anni Max Ernst lavora quasi unicamente con la scultura, nel 1975 il Museo Solomon R Guggenheim di New York gli dedica un’importante retrospettiva presentata poi, con alcune variazioni, al Musée National d’Art Moderne di Parigi. Max Ernst muore a Parigi il primo aprile del 1976 e la sua città natale, nel 2005, dedica un intero museo al pittore.

 Europa dopo la pioggia 1940-42 - Olio -

Europa dopo la pioggia 1940-42 – Olio su tela –
max-ernst and-dorothea-tanning-with-the-capricorne-sculpture-sedona-arizon, 1948

max-ernst and-dorothea-tanning-with-the-capricorne-sculpture-sedona-arizon, 1948

L'intera città 1933-36 - olio su tela -

L’intera città 1933-36 – olio su tela –

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